6 maggio 2012 - 22:29
Fiscal Compact - Hollande come Jospin?
Ora che François Hollande è stato eletto presidente della Repubblica lo sguardo corre al destino del fiscal compact, l'accordo intergovernativo di disciplina dei conti pubblici firmato in marzo da 25 paesi europei su 27. Finora, appena tre paesi lo hanno ratificato - la Grecia, il Portogallo e la Slovenia. Il trattato riprende a grandi linee le recenti riforme del patto di stabilità e di crescita. L'aggiunta di peso è l'impegno dei paesi firmatari a inserire nella propria legislazione l'obbligo del pareggio di bilancio. Il nuovo capo dello stato francese ha fatto campagna elettorale affermando di non voler approvare il fiscal compact senza cambiamenti, senza che venga messo l'accento sul rilancio dell'economia: "Il giorno dopo il voto, se sono eletto, scriverò ai capi di stato e e di governo degli altri paesi dell'Unione con l'obiettivo di rinegoziare il trattato", ha spiegato il 26 aprile scorso Hollande, che ha promesso di rendere visita al cancelliere Angela Merkel a brevissimo. Questa sera salutando i suoi elettori ha aggiunto che "l'austerità non può essere una fatalità in Europa". A 15 anni di distanza la posizione di Hollande ricorda curiosamente quella di Lionel Jospin nei confronti del patto di stabilità e di crescita. Era il 1997. Il voto alle legislative aveva premiato il partito socialista, e Jospin era stato quindi nominato primo ministro dall'allora presidente neogollista Jacques Chirac. Preparando l'avvento dell'euro i paesi dell'Unione avevano messo a punto il patto di stabilità, il trattato che doveva assicurare il controllo reciproco dei conti pubblici nazionali. In campagna elettorale, lo stesso Jospin aveva affermato: "E' una concessione assurdamente fatta ai tedeschi o ad alcuni ambienti tedeschi. Non ho alcun motivo per sentirmi impegnato da questo testo". Ecco un breve ritorno su quel periodo.
